Cuore

Il counseling oncologico: “le parole che curano le ferite dell’Anima”

Il Counseling è una “Relazione d’Aiuto”, essa consiste nell’utilizzare appropriatamente le tecniche del colloquio come strumento per facilitare la comunicazione, la riflessione, la consapevolezza e il cambiamento.

Le situazioni problematiche che avvicinano i pazienti oncologici al counseling sono principalmente il bisogno di dover affrontare la minaccia di una malattia tanto grave, il dover prendere delle decisioni riguardo le cure ed i trattamenti, il dover affrontare una diagnosi infausta ed il dover ridefinire la propria vita e le proprie relazioni in seguito a vissuti quali la perdita ed  il lutto.

In campo oncologico, la relazione d’aiuto, è molto complessa perché si tratta di una relazione sistemica che coinvolge anche la famiglia di chi è affetto da neoplasia.

In generale, l’intervento di counseling può basarsi su obiettivi specifici che riguardano i bisogni della persona, le caratteristiche della malattia ed il contesto sociale in cui il  soggetto è inserito.

In specifico è possibile intervenire nei seguenti ambiti:

  • Fornire supporto al malato ed alla sua famiglia in ogni fase della malattia, al fine di garantire un’adeguata gestione delle risorse personali di ciascuno.
  • Ridurre lo stress generato dall’impatto con la malattia e le relative procedure cliniche.
  • Fornire informazioni esaurienti e personalizzate accertandosi che i contenuti di esse siano compresi fino in fondo dal paziente al fine di apportare veri e propri cambiamenti utili al suo nuovo stile di vita.
  • Favorire il processo decisionale affinché esso avvenga nel modo più consapevole e sereno possibile.
  • Favorire l’adesione ai trattamenti per ottimizzare l’esito delle terapie.
  • Condurre la persona a mettere in atto delle strategie di prevenzione modificando comportamenti a rischio per la salute.
  • Favorire lo sviluppo di abilità comportamentali volte a far fronte alle difficoltà pratiche che possono seguire la malattia ed i trattamenti.

L’importanza del counseling, in oncologia, risiede soprattutto nel colloquio empatico con la persona, dove la parola ha un impatto potentissimo.

  1. Agostino diceva: “Le parole non sono state inventate perché gli uomini s’ingannino tra loro ma perché ciascuno passi all’altro la bontà dei propri pensieri”.

Le parole che curano l’Anima sono parole efficaci basate sull’amore per noi stessi e per gli altri.

In campo oncologico, la parola è fondamentale ed estremamente importante. Se immaginiamo un albero dal quale, come frutti, nascono le parole, il counselor cercherà di sentire sempre qual è il loro sapore ed il loro profumo, cercherà di intuire come sono fatte le radici profonde dalle quali esse hanno origine, quale è la vitalità della linfa che le attraversa, e ricorderà che se anche una pianta è sofferente, il prendersene cura con affetto può restituirle naturalezza e benessere. Le parole che curano sono quelle dunque che ci riscaldano l’anima e ci danno fiducia e speranza.

L’approccio olistico offre un’opportunità in più a chi è affetto da neoplasia perché prende in considerazione un aspetto molto importante della Persona: la Sua Anima favorendone, attraverso la parola, i processi di auto-guarigione.

Dott.ssa Nicoletta Merli